Un’analisi su contagi e tamponi

17 Aprile 2020
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17 Aprile 2020 Alessandro
Stasera ho cercato di fare un’analisi un po’ più approfondita su contagi e tamponi.
Se la cosa vi interessa seguitemi, perché il ragionamento non è immediato: però credo che per capirci qualcosa (davvero) sia necessario farlo.
Intanto c’è una sostanziale differenza tra il totale attuale dei positivi (quello che annuncia Borrelli tutti i giorni alle 18) e il totale dei positivi che sono stati scoperti dall’inizio dell’epidemia. Il totale attuale dei positivi, infatti, è uguale al totale dei positivi scoperti dall’inizio dell’epidemia meno i guariti e meno i deceduti.
Ci siamo sin qua? Bene. Verifichiamolo (e magari comprendiamolo meglio) coi numeri.
Dall’inizio dell’epidemia sono stati scoperti 172.434 positivi: di questi 42.727 sono guariti, e 22.745 sono deceduti: il totale attuale dei positivi, dunque, è pari a 172.434 – 42.727 – 22.745 = 106.962, cioè esattamente il numero che Borrelli ha annunciato stasera (numero che a sua volta si divide tra ricoverati con sintomi, ricoverati in terapia intensiva e persone in isolamento domiciliare).
Ok. Ora facciamo un ragionamento sul totale dei positivi che sono stati scoperti dall’inizio dell’epidemia, il cui andamento giorno dopo giorno è quello che vedete nel primo grafico, da cui sembrerebbe di capire che l’epidemia, malgrado il lockdown, non sia ancora in fase calante, perché la curva va aumentando in modo quasi lineare.
Ma c’è un ma.
Il ma è rappresentato dai tamponi, perché è ovvio che il numero dei positivi che vengono scoperti dipende da quanti tamponi vengono fatti: più tamponi si fanno, più positivi si scoprono. Ebbene, quanti tamponi sono stati fatti finora? 1.244.108, ci dicono i dati della Protezione Civile.
Ma il dato da solo ci dice poco. Quello che dobbiamo chiederci è: com’è stato, dall’inizio dell’epidemia, l’andamento dei tamponi fatti giorno dopo giorno?
Possiamo capirlo guardando il secondo grafico: il quale, come vedete, indica una crescita esponenziale. Questo significa che col passare dei giorni sono stati fatti sempre più tamponi: e quindi il totale dei contagiati scoperti dall’inizio dell’epidemia va rapportato a questo aumento progressivo dei tamponi fatti, altrimenti è un numero che da solo significa poco e niente.
Il risultato di questa operazione è quello che vedete nel terzo grafico, in cui viene rappresentato l’andamento, giorno dopo giorno, del rapporto tra i positivi scoperti fino a quel giorno e i tamponi effettuati fino a quel giorno.
Guardate un po’: questo rapporto, dopo aver raggiunto il valore massimo intorno alla fine di marzo, decresce. E decresce in modo piuttosto visibile. Questo significa che, man mano che i giorni passano, per ogni cento tamponi fatti si scoprono meno positivi: erano circa 23 a metà marzo, sono circa 14 oggi. Segno che la diffusione dell’epidemia sta effettivamente (e sensibilmente) diminuendo.
A me pare, al netto della rozzezza dell’analisi (non sono un matematico, e certamente il ragionamento che ho appena condiviso con voi si potrebbe e dovrebbe svolgere in modo più raffinato e più appropriato), un buon segnale.
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