SIAMO ALL’INIZIO DELLA TERZA ONDATA?

Per grandi linee, a me pare che quanto sta succedendo si possa riassumere in tre punti, che vado brevemente a illustrarvi.

1. La media settimanale del rapporto tra nuovi casi e tamponi ha praticamente smesso di diminuire, o diminuisce in modo quasi impercettibile, già da qualche giorno (notare come la pendenza della curva nella parte finale è ormai quasi orizzontale):

2. bene, dirà qualcuno, ma allora perché le terapie intensive continuano a diminuire? Presumibilmente perché (come abbiamo detto un milione di volte) l’andamento delle terapie intensive rispecchia l’andamento dell’epidemia un paio di settimane prima, cioè nel momento in cui la curva del rapporto tra nuovi casi e tamponi era ancora in una fase discendente:

3. benissimo, dirà qualcun altro, ma allora perché anche i decessi continuano a scendere? Probabilmente perché l’andamento dei decessi rispecchia l’andamento dell’epidemia con un ritardo ancora maggiore rispetto a quello delle terapie intensive:

Quanto detto sin qui, naturalmente, sconta diverse incertezze: quelle sui tamponi, tanto per citare la più evidente, che oggi vengono eseguiti in modo diffuso dai laboratori privati e dalle farmacie, e che spesso conducono al molecolare solo i casi fortemente indiziati (per non dire quasi certi) di essere trovati positivi, con ciò contribuendo certamente ad alzare un pochino il rapporto. Ma questo è sufficiente a concludere che l’andamento del rapporto tra nuovi casi e test sia diventato del tutto irrilevante, cioè che possiamo fare del tutto a meno di guardarlo?

Io penso di no. O meglio, io penso che non possiamo esserne affatto sicuri.

Ho tentato di raccontare nel mio podcast “Droplet” quali sono le insidie legate alla crescita esponenziale, della quale spesso e volentieri ci accorgiamo solo quando è troppo tardi per fermarla, e come sono nate le carenze ormai endemiche (dopo dieci mesi credo le si possano definire così) dei nostri sistemi di tracciamento, che dopo aver perso il contatto con la realtà già da settembre oggi non sono minimamente nelle condizioni di svolgere adeguatamente il proprio compito.

In queste condizioni, secondo me, l’idea di essere già adesso all’inizio di una terza ondata non può ragionevolmente essere esclusa: tantopiù se consideriamo che il clima generale, malgrado la discesa dei numeri sia molto più lenta e faticosa rispetto a quella di maggio, mi pare tutt’altro che improntato alla cautela e al rigore.

Come sempre, spero tanto di sbagliarmi.

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