CARCERE

All’inizio di questa legislatura mi sono ripromesso di monitorare costantemente le carceri del Lazio per toccare con mano i problemi dei detenuti e degli istituti penitenziari. Ho iniziato dal Mammagialla di Viterbo, un luogo che presenta molte criticità per la sua fama di carcere punitivo, e lì mi sono fermato per molti mesi, tornando a fare visita più volte spinto dalle denunce dei detenuti e dai fatti di cronaca: prima un suicidio, poi le denunce di abusi e percosse da parte degli agenti, e ancora tentativi di suicidio fortunatamente sventati. Ho parlato con i detenuti e con gli agenti di polizia penitenziaria e, grazie anche alla collaborazione con alcune testate giornalistiche, si è aperta una crepa nel muro di silenzio costruito in tanti anni attorno al Mammagialla. Il carcere è un luogo sconosciuto per la maggior parte delle persone perché inaccessibile, se non per visite programmate o con permessi speciali molto difficili da ottenere. Come consigliere regionale ho la possibilità, e quindi il dovere, di varcare quella soglia e provare a capire un mondo che sembra lontanissimo, per produrre atti e documenti volti a migliorare ciò che non va. Dall’inizio della legislatura oltre a Viterbo sono stato a Regina Coeli, Rebibbia sezione maschile e Rebibbia sezione femminile in occasione dell’8 marzo.

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