Mascherine rosa no, manganelli neri sì

Mascherine rosa no, manganelli neri sì

Tempo di lettura: 3 minuti
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

È di pochi giorni fa la notizia della protesta del sindacato di polizia per l’invio ad alcune questure italiane di mascherine rosa, considerate “eccentriche”, “non decorose per la divisa” e addirittura tali da “pregiudicare l’immagine dell’Istituzione”.

Oggi, a distanza di pochi giorni, verrebbe da chiedersi se manganellare dei ragazzi in piazza debba invece essere considerato decoroso, se il livello di violenza che abbiamo tutti avuto modo di constatare dalle immagini di Roma, Milano e Torino contribuisca a dipingere un’immagine accettabile delle forze di polizia, se i fatti cui siamo stati costretti ad assistere debbano essere considerati “normali” anziché “eccentrici”.

Non è una questione marginale: così come non è marginale che in questo paese (il paese della caserma Diaz, di Federico Aldrovandi, di Stefano Cucchi, di Gabriele Sandri, dei pestaggi di Santa Maria Capua Vetere) siano stati proprio i sindacati di polizia a opporsi con determinazione all’introduzione del reato di tortura (considerato “un manifesto ideologico contro le forze dell’ordine”), e ci si rifiuti tuttora di fare in modo che gli agenti in tenuta antisommossa possano essere riconosciuti attraverso un numero identificativo.

Quando si affronta questo tema si viene sistematicamente accusati di voler fare di tutta l’erba un fascio, di voler screditare la reputazione delle forze di polizia, di voler indebolire l’autorevolezza dell’istituzione: io stesso, quando mi è capitato di rendere pubbliche la denunce dei detenuti che lamentavano di aver subito trattamenti violenti in alcune carceri del Lazio e chiedere che si facesse luce su quei comportamenti, ho ricevuto (pubblicamente e talora con toni apertamente minacciosi) addebiti di questo tipo.

Credo sia arrivato il momento di dirci una cosa, e di dircela una volta per tutte: è proprio questo atteggiamento negazionista a danneggiare la credibilità delle forze dell’ordine e a minare il rapporto di fiducia che dovrebbe legarle ai cittadini, mentre gli unici che continuano a difenderne l’onorabilità siamo noi. Noi che denunciamo gli abusi, che proponiamo misure per contenerli, che riteniamo debbano essere accertati e se del caso puniti: perché così facendo difendiamo il lavoro di chi quegli abusi non li commette, di chi si comporta in modo corretto, di chi non avrebbe alcun problema a operare portando un numero sulla divisa.

E magari, chissà, indosserebbe perfino una mascherina rosa senza farsi troppi problemi.

Post recenti

SE SEI INTERESSATO AL TEMA

Lascia il tuo nome e la tua mail usando il form qui a fianco: ti invierò aggiornamenti e notizie, e se vorrai ti farò arrivare una newsletter per raccontarti quello che faccio.

    SE SEI INTERESSATO AL TEMA

    Lascia il tuo nome e la tua mail usando il form qui sotto: ti invierò aggiornamenti e notizie, e se vorrai e ti farò arrivare una newsletter per raccontarti quello che faccio.

      Scroll to Top