Le carceri sono luoghi per i cittadini che hanno meno possibilità degli altri

14 Novembre 2019
Posted in Articoli
14 Novembre 2019 Alessandro

Fateci caso: quando uno dice che le carceri sono in buona sostanza delle discariche sociali, in cui finiscono soprattutto i più poveri e quelli che hanno avuto meno opportunità degli altri, spunta subito fuori qualche fenomeno che lo accusa di buonismo.
Senonché, siccome i numeri parlano in modo molto più efficace delle opinioni, oggi sono andato a prendermi un po’ di dati: in particolare, quelli relativi ai titoli di studio della popolazione maschile italiana aggiornati al 31 dicembre (dati Istat) e quelli relativi ai titoli di studio dei detenuti italiani che soggiornavano nelle nostre carceri alla stessa data (dati Ministero della Giustizia).
Ne è venuto fuori un grafico molto eloquente: i laureati rappresentano il 13% nel paese, ma solo il 2% nelle carceri; quelli che hanno solo la licenza elementare sono il 13% nella popolazione generale, ma negli istituti penitenziari diventano il 24%, cioè quasi un quarto del totale; tre quarti della popolazione carceraria maschile ha un titolo di studio che non supera la licenza media.
Le carceri sono luoghi riservati ai cittadini che hanno meno possibilità degli altri: quelli meno istruiti, con meno prospettive, con un reddito inferiore.
Il carcere, nei grandi numeri, è un luogo riservato ai disgraziati.
Lo dicono le statistiche, non i buonisti.

 

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