Fare piena luce sulle ombre del carcere Mammagialla

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La richiesta di rinvio a giudizio di dieci agenti della polizia penitenziaria di Viterbo in relazione al pestaggio denunciato dal detenuto De Felice non è, né dev’essere presentata a livello mediatico, come un’attestazione di colpevolezza. Tuttavia, è assolutamente necessario fare piena luce su una delle tante ombre che negli ultimi anni si sono addensate sul Mammagialla.

All’indomani della denuncia di essere stato picchiato da numerosi agenti a volto coperto e armati di mazze, rese pubbliche da De Felice attraverso la moglie, mi recai immediatamente al carcere di Viterbo per parlare direttamente col detenuto, il quale mi confermò integralmente la sua versione dei fatti malgrado la presenza di alcuni agenti che assistevano al nostro colloquio.

Da allora -parliamo di dicembre del 2018-, altri drammatici fatti di cronaca sono accaduti al Mammagialla, del quale ho potuto riscontrare attraverso svariate visite ispettive numerose problematiche e criticità: problematiche e criticità che ho più volte chiesto di poter esporre al ministro Bonafede e al sottosegretario Ferraresi, senza tuttavia ricevere alcun riscontro.

L’auspicio, ferma restando la presunzione di innocenza che deve valere per chiunque, è che adesso sul caso De Felice venga fatta piena luce: e che questa sia l’occasione per occuparsi complessivamente, e seriamente, di un luogo che meriterebbe la massima attenzione da parte delle istituzioni.

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