Decreto sicurezza bis for dummies

16 Giugno 2019
Posted in Interventi
16 Giugno 2019 alessandro

Siccome si parla molto del cosiddetto “Decreto sicurezza bis”, e poiché trovo che parlare con un minimo di cognizione di causa sia sempre utile, ho pensato di leggerlo, di andarmi a cercare le norme che modifica, che integra e che abroga e perciò di capire, per grandi linee ma in modo completo, cosa prevede.
Eccovi, quindi, un riassunto di quello che ho potuto capire: se avete cose da aggiungere, particolari da rettificare o commenti da fare, ovviamente, siete i benvenuti.

LE PREMESSE

Sono quelle che non legge mai nessuno (o perlomeno che leggono in pochi): eppure sono importanti, perché definiscono il perimetro politico, oltreché giuridico, nel quale una norma, qualsiasi norma, viene concepita.
Il caso di questo decreto non fa eccezione: già dalle premesse, infatti, si respira a pieni polmoni l’atmosfera di “emergenza” di cui il racconto salviniano ha bisogno come il pane. Si parla di straordinaria necessità e urgenza “di rafforzare il coordinamento investigativo in materia di reati connessi all’immigrazione clandestina“, “di garantire più efficaci livelli di tutela della sicurezza pubblica“, “di rafforzare le norme a garanzia del regolare e pacifico svolgimento di manifestazioni in luogo pubblico“, “di potenziare l’efficacia delle disposizioni in tema di rimpatri“, “di rafforzare gli strumenti di contrasto dei fenomeni di violenza in occasione delle manifestazioni sportive“.
Dite la verità: non respirate anche voi l’aria di un paese nel quale è pericoloso perfino uscire di casa? Non percepite l’angoscia dell’invasione che vi attanaglia? Non sentite l’odore dei lacrimogeni, il rumore del piombo, il tumulto di un posto in cui la violenza è ormai fuori controllo ed è cruciale porvi un freno?
Ecco, le premesse sono queste: e disegnano un paese immaginario, creato a uso e consumo di chi ha un disperato bisogno di presupposti per reprimere, per chiudere, per vietare.
Il resto viene da sé. E ve lo sintetizzo nei quattro capitoli che seguono.

L’IMMIGRAZIONE (ARTICOLI DA UNO A CINQUE)

Il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa, con il Ministro delle infrastrutture e con il Ministro dei trasporti, può limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica o se il carico e lo scarico delle persone sono effettuati in violazione delle leggi sull’immigrazione vigenti.

Se viene violato il divieto di ingresso (e pure di transito o sosta) nelle acque territoriali italiane, al comandante, all’armatore e al proprietario della nave si applica a ciascuno di essi (mica a uno solo) una sanzione amministrativa da 10mila a 50mila euro. In caso di reiterazione commessa con la stessa nave, si applica anche la  confisca della nave stessa con immediato sequestro cautelare.

Inoltre, si estende alle fattispecie associative realizzate al fine di favorire l’immigrazione clandestina la competenza delle procure distrettuali e la disciplina delle intercettazioni preventive.

Poi c’è il capitolo delle operazioni sotto copertura, anche (toh) con riferimento al contrasto del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Vengono stanziati 3 milioni di euro in tre anni per pagare operatori di polizia di altri stati con cui siano stati stipulati accordi per il loro impiego sul territorio nazionale. Le risorse verranno prelevate da una parte delle risorse destinate (indovinate un po’?) al fondo di solidarietà per le vittime di estorsione.

Infine, i gestori di alberghi, campeggi e bed & breakfast, che erano già obbligati a comunicare alla questura le generalità delle persone alloggiate entro 24 ore, devono farlo immediatamente in caso di soggiorni non superiori alle 24 ore.

LE MANIFESTAZIONI IN LUOGO PUBBLICO (ARTICOLI SEI E SETTE)

La sanzione per chi indossa caschi o altri strumenti atti a nascondere il volto viene aumentata fino alla reclusione da 2 a 3 anni e all’ammenda da 2mila a 6mila euro se il fatto è commesso durante manifestazioni pubbliche. Rimane la reclusione da uno a due anni e l’ammenda da mille a duemila euro per chi commette il fatto in luogo pubblico o aperto al pubblico, ma al di fuori delle manifestazioni.

Inoltre, per chi durante manifestazioni pubbliche lancia o “utilizza illegittimamente in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone o l’integrità delle cose” razzi, bengala, mazze, bastoni e simili viene introdotta la reclusione da 1 a 4 anni.

Inoltre, i reati di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, resistenza a un pubblico ufficiale e violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario vengono puniti con pene aumentate se commessi durante manifestazioni pubbliche.

La pena per chi causa l’interruzione di pubblico servizio, pari a 1 anno di reclusione, viene aumentata a 2 anni di reclusione se avviene durante manifestazioni pubbliche.

Il saccheggio e la devastazione, già puniti con la reclusione da 8 a 15 anni (e già legato a esperimenti repressivi inquietanti), sono puniti con pene aumentate non solo se riguardano armi, munizioni e viveri, ma anche se sono posti in essere durante manifestazioni pubbliche.

Infine, la pena per chi danneggia cose altrui (mobili o immobili), attualmente da 6 mesi a 3 anni, farà un salto di qualità (da uno a 5 anni) se il danneggiamento avviene durante manifestazioni pubbliche.

VARIE, EVENTUALI E ANCORA IMMIGRAZIONE (ARTICOLI DA OTTO A DODICI) 

Il Ministero della giustizia è autorizzato ad assumere, per il biennio 2019-2020, fino a 800 persone per smaltire l’arretrato relativo a procedimenti di esecuzione delle sentenze penali di condanna e per assicurare la piena efficacia dell’attività di prevenzione e repressione dei reati. Le risorse necessarie, pari a circa 28 milioni, verranno prelevate dal fondo per il federalismo amministrativo.

Si proroga al 31 dicembre 2019 la scadenza per l’adozione, da parte del governo, di uno specifico regolamento per individuare le modalità di attuazione dei principi del Codice in materia di protezione dei dati personali in tema di trattamento dei dati effettuato per le finalità di polizia dal Centro elaborazioni dati (CED) del Dipartimento della pubblica sicurezza e da organi, uffici o comandi di polizia.

Per le esigenze di sicurezza connesse allo svolgimento dell’Universiade Napoli 2019, si aumenta il personale delle forze armate per la vigilanza a siti e obiettivi sensibili di 500 unità. Le risorse necessarie verranno prelevate dal fondo per il federalismo amministrativo.

Viene istituito, nell’ambito della cooperazione internazionale, un fondo di premialità per i paesi che collaborano nella riammissione dei soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale. La dotazione iniziale del fondo, pari a 2 milioni di euro, potrà essere aumentato fino a 50 milioni di euro l’anno, utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

VIOLENZA NEGLI STADI, COMPRESI I BAGARINI (ARTICOLI DA TREDICI A DICIASSETTE)

Oltre ai casi già previsti, si estendono i casi in cui il Questore può disporre il Daspo e si prevede che esso può essere disposto anche per le manifestazioni sportive che si svolgono all’estero.

La durata minima del Daspo per i recidivi, fino a oggi da 5 a otto anni, diventa da 6 a 10 anni, così come il periodo massimo di durata della misura per chi viola il divieto, che passa da 8 a 10 anni.

Inoltre, per chiedere la cessazione del Daspo dopo 3 anni non basterà aver dato prova di buona condotta, ma occorrerà aver risarcito i danni prodotti e collaborato con la polizia per l’individuazione degli altri responsabili.

Il fermo di indiziato di delitto al di fuori dei limiti di cui all’articolo 384 del Codice di procedura penale viene esteso a coloro che risultino gravemente indiziati di un delitto commesso in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Inoltre, si rende permanente la disciplina dell’arresto differito (cioè dell’arresto non solo in flagranza di reato, ma anche fino alle 48 ore successive, sulla base delle immagini fotografiche e dei video) per determinati reati commessi in occasione di manifestazioni sportive.

Tra le ipotesi di aggravanti dei reati viene aggiunto l’avere commesso il fatto in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui esse si svolgono:  specularmente, dai casi in cui la punibilità è esclusa per particolare tenuità e non abitualità del comportamento vengono esclusi i delitti, con pena massima superiore a due anni e mezzo, commessi in occasione di manifestazioni sportive.

Infine, vengono inasprite le sanzioni che reprimono il fenomeno della rivendita abusiva dei biglietti (il cosiddetto “bagarinaggio”), eliminando il riferimento ai luoghi in modo da colpire qualunque vendita non autorizzata, anche quelle per via telematica.

CONCLUSIONI (E AVVERTENZE)

A questo punto qualcuno dirà: beh, guarda, sull’immigrazione hai pure ragione. Ma sul resto? Cos’è, ti piace la gente che va a menare le mani alle manifestazioni? Sei amico di chi fa le risse allo stadio? Prendi la stecca dai bagarini?
Ovviamente no. Ovviamente sono comportamenti che non mi piacciono, e che trovo giusto sanzionare.
Il punto, però, è che queste condotte erano già punite, e il decreto le punisce  in modo più severo, Inasprisce le pene. Aumenta le aggravanti.
Ecco, perché? Voglio dire, in Italia c’è un’emergenza manifestazioni? Siamo alla mercé di bande scatenate che impediscono ai cittadini di uscire di casa? La nostra economia è in ginocchio a causa di chi vende i biglietti falsi?
Di nuovo: ovviamente no.
Se non nel racconto salviniano, appunto. Che si nutre di un’emergenza immaginaria per produrre nuovi divieti, nuovi reati, nuove pene. Altri processi. Altre persone in carcere. Ancora più sovraffollamento nelle carceri. Ulteriore lentezza di una giustizia ingolfata. E contestualmente, per tornare all’immigrazione, altre discriminazioni. Altre persone escluse. Altro dolore. Altri morti.

Un vero e proprio capolavoro al contrario. O almeno, a me sembra così. Poi ditemi voi.

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Comments (5)

  1. Giovanni

    Ciò Che mi fa arrabbiare è l’assoluta e lucida volontà di non affrontare mai i problemi per risolverli, ma di utilizzarli solo per fare propaganda spicciola. Salvini è uno sbruffone e cattivo maestro, lontano dall’ essere non dico uno statista, ma neanche un uomo di governo! A chi spetta risolvere e non solo reclamare se non a un ministro? Siamo alla campagna elettorale permanente dove la peggiore demagogia chiama solo invettiva e odio. Rifletta il 5stelle sul danno che stanno permettendo alla convivenza civile. Usciremo da questa parodia della politica ecome al solito, toccherà a noi italiani pagarne il conto.

  2. Luisa Montesano

    Il governo dovrebbe smetterla di usare impropriamente lo strumento del decreto – legge. E , alla luce di ciò che si è registrato in questi 50-60 anni , una legge che andrebbe fatta con urgenza, dovrebbe essere proprio quella che limita il potere legislativo al governo, che per costituzione è un organo esecutivo, ma sono decenni che nelle università si discute , ricordo un tentativo in questo senso , dai banchi dell’università, della l. 400 /88 ,una legge incompiuta, da allora se continua a persistere sempre lo stesso problema, non credo si sia fatto molto. Pertanto ritengo che una riforma strutturale che definisca in modo inequivocabile le funzioni degli organi vada avviata,altrimenti sarà inutile ogni lagnanza .

  3. mario ferrando

    A me non fa paura Salvini che dal suo punto di vista fa i suoi interessi ma …quelli che lo votano. Perché ci sarà sempre un Salvini di turno.

  4. M. Bachetti

    A me fa paura quella sinistra per cui saccheggiare e incendiare negozi, bruciare automobili e devastare l’arredo urbano faticosamente pagato dal lavoro di tutti quanti sia considerato accettabile. Sempre che a farlo sia una banda di delinquenti radical chic pariolini. Se non aveste voluto Salvini vi sareste dovuti far da parte prima con la vostra ipocrisia e arroganza da figli di papà senz’arte ne parte.

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