Coronavirus: dati e grafici for dummies /2

24 Maggio 2020
Posted in Articoli
24 Maggio 2020 alessandro

Oggi, a poco più di tre mesi dall’inizio dell’epidemia (e soprattutto nel pieno della cosiddetta “riapertura”), vale la pena di fare un punto della situazione e capire come siamo messi: a partire dai dati forniti questo pomeriggio dalla Protezione Civile, su ciascuno dei quali proveremo a fare una panoramica del passato e una fotografia del presente, buttando un occhio al futuro se e quando sarà possibile.

In Italia, dall’inizio dell’epidemia sono state contagiate 229.858 persone (o meglio: sono stati scoperti attraverso i tamponi 229.858 contagiati, che saranno senz’altro un sottoinsieme delle persone effettivamente contagiate): di queste 56.594 risultano attualmente positive, 140.479 sono guarite e 32.785, purtroppo, sono decedute; dei 56.594 attuali positivi 9.166 sono ricoverati (di cui 553 in terapia intensiva) e 47.428 sono in isolamento domiciliare.  L’andamento temporale di questi numeri nel corso dell’epidemia è visibile nelle curve che seguono:

Com’è agevole rilevare, le curve relative agli attuali positivi e ai ricoveri hanno un andamento che sale e poi scende, tendendo idealmente allo zero (nell’auspicato momento in cui l’epidemia sarà finita), mentre il totale dei casi e i decessi (ahimè) sono curve che non possono scendere mai: diventeranno orizzontali (cioè non misureranno più alcuna crescita) nel momento in cui speriamo presto) tutto questo casino sarà finito. In generale, da tutti grafici appare molto chiaro che in questo momento l’epidemia è in decisa decrescita: colpisce, tuttavia, il fatto che la discesa delle terapie intensive sia visibilmente più marcata rispetto alle altre. Un indizio dell’ipotesi, sostenuta da alcuni esperti, che il virus sia diventato più lieve? Oppure semplicemente del fatto che col passare delle settimane siamo diventati più bravi a curarlo fin dai primi sintomi? E’ una domanda alla quale, evidentemente, non ho le competenze per rispondere.

Come sono distribuiti a livello territoriale tutti questi dati? I grafici che seguono mostrano gli attuali positivi, i ricoverati in reparto ordinario e in terapia intensiva, le persone in isolamento domiciliare, il totale dei guariti e il totale dei deceduti regione per regione:

Visti così, i dati confermano grosso modo quello che sapevamo già: la Lombardia ha numeri vistosamente superiori a quelli degli altri, seguono Emilia Romagna e Piemonte, tutto il resto sembra essere grosso modo sullo stesso livello, con qualche scambio qua e là nelle diverse “graduatorie”. Tuttavia, come abbiamo già detto più di una volta, questa è un’analisi che dà conto dei numeri (cosa sicuramente utile ad avere un colpo d’occhio) ma non considera che le diverse regioni hanno ciascuna un diverso numero di abitanti: cosa della quale è utile tenere conto se si vuole avere un’idea dell’impatto reale dell’epidemia regione per regione. Qui di seguito, gli stessi grafici di prima con i diversi valori espressi in percentuale rispetto alla popolazione di ciascuna regione:

Come vedete, ragionando in termini percentuali sulla popolazione le cose cambiano un po’: la Lombardia continua ad avere valori molto più alti delle altre regioni, ma i “distacchi” si riducono. Ci sono poi una serie di spunti interessanti per porsi delle domande e tentare di rispondere: spunti che riflettono una complessa serie di fattori legati non soltanto all’epidemia in sé, ma anche all’organizzazione e all’efficienza dei diversi sistemi sanitari regionali, sui quali magari torneremo nei prossimi post.

In generale, come dicevamo, da questa prima panoramica il calo c’è e sembra deciso, fermo restando che sarà necessario verificarlo tra una decina di giorni, quando eventuali effetti negativi della seconda “riapertura” saranno (speriamo di no) visibili. Detto ciò, per provare a capire se e in quale misura questo calo riguardi anche i cosiddetti “nuovi contagi” occorre però soffermarsi sulla questione dei tamponi, della quale oggi non abbiamo parlato. E dei quali ci occuperemo la prossima volta, tra due o tre giorni al massimo.

RESTA IN CONTATTO

, , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *