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Alessandro Capriccioli

il mio blog

Legalizzare è l’unica strada

Sareste capaci, in un colpo solo: 1) di inguaiare migliaia di giovani, 2) di intasare il sistema giudiziario di un intero paese, 3) di impedire la nascita di centinaia di imprese, 4) di negare il diritto di curarsi a migliaia di malati e 5) di regalare un mercato miliardario alle mafie?
Sarebbe un’impresa difficilissima.
Eppure in Italia questa impresa è riuscita, e si chiama proibizionismo sulla cannabis.
Oggi, a Piazza Montecitorio, ci siamo trovati in tanti per ripeterlo al Parlamento.
Legalizzare è l’unica strada ragionevole, da tutti i punti di vista.
Il resto è propaganda che non può stare in piedi.

Il Consiglio Regionale del Lazio condanna l’attacco turco al Rojava

Oggi pomeriggio il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità un ordine del giorno a mia prima firma che impegna la Giunta regionale a intervenire presso il Governo perché promuova in tutte le sedi istituzionali, con particolare riferimento all’Unione Europea, al Consiglio d’Europa e alla Nato, la ferma condanna di quanto sta avvenendo in queste ore nel nord della Siria.
Gli attacchi delle milizie turche sono un’azione scellerata e potenzialmente devastante, sia per il popolo curdo che abita nel Rojava, sia per la pace internazionale. Tra l’altro sono circa 15mila i terroristi di Daesh rinchiusi nelle carceri curde che, a seguito dello scoppio di un conflitto, tornerebbero in libertà. Tutto questo è inammissibile, ed è altrettanto sconcertante restare in silenzio di fronte a uno scenario così tragico. Ieri ho incontrato Anwar Muslem, governatore della regione dell’Eufrate, e Ahmad Yousef, membro del consiglio esecutivo della Federazione della Siria del Nord: mi hanno confermato che c’è un enorme bisogno di aiuto da parte dell’occidente sia per fronteggiare l’emergenza dopo gli attacchi, sia per adoperarsi in ogni modo per far cessare l’offensiva. Tutto quello che si potrà fare dalla postazione regionale sarà fatto. Nel frattempo l’Italia e l’Europa prendano una posizione netta, in sostegno di un popolo che merita l’appoggio di tutta la comunità internazionale.

 

 

Il mio impegno per diffondere la voce dei curdi del Rojava

Questo pomeriggio ho incontrato Ahmad Yousef, membro del consiglio esecutivo della federazione della Siria del Nord, Anwar Muslem, ex sindaco di Kobane, oggi presidente della regione dell’Eufrate, e Yilmaz Orkan, coordinatore dell’ufficio di informazione del Kurdistan in Italia.
Abbiamo parlato a lungo dell’operazione militare nel nord della Siria da parte delle forze armate turche, scelleratamente agevolata dalla ritirata delle forze Usa dal confine turco-siriano: un’operazione che rischia di provocare una catastrofe umanitaria e mette in pericolo non soltanto la sopravvivenza di chi in questi anni ha rappresentato il baluardo più coraggioso ed efficace contro il califfato, ma anche una delle più straordinarie esperienze di democrazia dell’area mediorientale.
Mi sono impegnato, a partire dalla mia postazione istituzionale, a fare tutto quello che potrò per denunciare questa situazione, e per far arrivare la voce dei curdi del Rojava a più persone possibile.

I tortellini del demonio

Prosciutto crudo, ricotta e spinaci, carne, brasato, speck e formaggio tirolese, parmigiana di melanzane, salmone, pecorino e prosciutto romano, gorgonzola e passito (!), mozzarella e ‘nduja (!!), vitello, funghi porcini. E questi sono solo quelli sottili sottili (non dico il nome preciso per non fare pubblicità). Poi ci sono quelli più spessi: crudo, ricotta e spinaci, caserecci, carne e vitello. Quelli vegetariani: porcini, zucca, carciofi, radicchio, spinaci. Quelli un po’ bianchi un po’ colorati (ops): burrata e basilico, noci in pezzi e gorgonzola, salsiccia e patate, funghi e taleggio, asparagi e parmigiano reggiano. Infine quelli salutisti: ricotta e spinaci con burrata, crema di ceci con broccoli (!!!), carne di manzo. E sin qui siamo solo a una (nota) marca.
Cambiando etichetta abbiamo: pancetta e grana padano, patate e rosmarino, salsiccia e funghi, mortadella, ricotta e erbette, funghi e provolone (!), radicchio e speck, crudo e parmigiano, prosciutto crudo, carne, ricotta e spinaci, funghi porcini, brasato.
Altra etichetta: zucca e mandorle, verdure dell’orto, funghi e formaggio di montagna, brasato, gorgonzola e speck, carne, erbette.
Stante che la predetta lista, da considerarsi meramente esemplificativa e non esaustiva (non ho tempo per passare in rassegna il catalogo completo di tutte le aziende), si riferisce a prodotti normalmente disponibili nei banchi frigo dei più diffusi supermercati,

dica il candidato

come ritenga si debbano valutare le esternazioni dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, a parere del quale i tortellini ripieni di pollo ideati dal Vescovo di Bologna rappresenterebbero un tentativo di “cancellare la nostra storia e la nostra cultura”.

 

A Ventotene training camp per gli amministratori locali

Per la terza volta in pochi mesi vengo a Ventotene: e per la terza volta ci vengo a parlare di Europa.
Oggi sono intervenuto al Training Camp per gli enti locali organizzato dall’Anci: insieme a sindaci e consiglieri comunali di tutto il Lazio abbiamo discusso di programmazione europea, di politiche di coesione e di cooperazione allo sviluppo.
L’Europa è composta soprattutto dai suoi territori: e la sfida di creare un’Unione europea forte non può che passare per il coinvolgimento e il protagonismo dei piccoli centri, per la capacità dei loro amministratori di pensare in modo globale e di fare rete, per la collaborazione efficace e fattiva tra i diversi livelli istituzionali.
Nella Commissione affari europei del Consiglio regionale del Lazio, che ho l’onore di presiedere, stiamo cercando di lavorare proprio in questa direzione.
Vincere questa sfida sarà possibile solo se riusciremo a farlo tutti insieme.

Dopo la nostra visita al Cpr liberate 28 persone

Dopo la visita di Marta Bonafoni e mia al Cpr di Ponte Galeria, in cui abbiamo rilevato le criticità della struttura dovute all’incendio dei giorni scorsi, e a seguito dell’intervento del garante nazionale Palma presso la prefetta Pantalone, nella scorsa notte 28 persone sono state dimesse dal centro.
I settori più colpiti dall’incendio sono stati chiusi, e sono in corso le verifiche per accertare i danni subiti dall’impianto di areazione. Inoltre è stato finalmente sottoscritto il protocollo con la Asl, grazie al quale le problematiche sanitarie degli ospiti potranno essere gestite in modo regolare, superando l’emergenza che ha caratterizzato l’ultimo anno.
Sono risultati che salutiamo con sollievo, vista la situazione drammatica che ci si è presentata davanti agli occhi ieri: ma occorre continuare a vigilare sugli sviluppi della vicenda e sulle condizioni delle persone ancora presenti nel Cpr.
Resta il fatto, non ci stancheremo di ribadirlo, che strutture come queste sono di per sé lesive della dignità e della libertà delle persone.
Abolirle sarebbe l’unica scelta responsabile.

Dentro il Cpr di Ponte Galeria dopo l’incendio

Stamattina Marta Bonafoni e io siamo stati in visita ispettiva al Cpr di Ponte Galeria, per verificare le condizioni della struttura dopo gli incendi che hanno interessato il reparto maschile nei giorni scorsi.
A cinque giorni dai fatti abbiamo trovato una situazione ancora critica e non definita. Dei tanti reparti danneggiati dalle fiamme appiccate durante la protesta dei migranti solo uno è stato chiuso perché ritenuto inagibile: negli altri gli ospiti si trovano a convivere con un puzzo acre di fumo, potenzialmente tossico, che interessa sia le sale tv sia quelle in cui sono collocati i letti. Di conseguenza, decine di ospiti sono stati costretti a dormire nella parte esterna dei reparti, coi materassi a terra, nonostante la pioggia dei giorni scorsi.
Soltanto nel pomeriggio di oggi ci sarà un accesso congiunto di vigili del fuoco e ministero dell’Interno, per completare i rilievi necessari e stabilire quale parte della struttura possa essere considerata agibile.
Abbiamo ripetuto più di una volta che luoghi di detenzione e di concentrazione come i Cpr non possono che peggiorare le condizioni psicofisiche e calpestare la dignità di persone che si trovano già in una situazione di obiettiva fragilità: ma, al di là delle considerazioni generali, la situazione specifica di Ponte Galeria, dopo gli accadimenti dei giorni scorsi, deve essere affrontata e risolta con urgenza.
Per questo chiediamo un incontro alla prefetta Gerarda Pantalone, anche alla presenza del Garante regionale dei detenuti Stefàno Anastasia, per fare un punto sulla struttura e sulle condizioni di vita di chi è costretto dietro quelle inferriate anche per mesi.