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Alessandro Capriccioli

il mio blog

I tortellini del demonio

Prosciutto crudo, ricotta e spinaci, carne, brasato, speck e formaggio tirolese, parmigiana di melanzane, salmone, pecorino e prosciutto romano, gorgonzola e passito (!), mozzarella e ‘nduja (!!), vitello, funghi porcini. E questi sono solo quelli sottili sottili (non dico il nome preciso per non fare pubblicità). Poi ci sono quelli più spessi: crudo, ricotta e spinaci, caserecci, carne e vitello. Quelli vegetariani: porcini, zucca, carciofi, radicchio, spinaci. Quelli un po’ bianchi un po’ colorati (ops): burrata e basilico, noci in pezzi e gorgonzola, salsiccia e patate, funghi e taleggio, asparagi e parmigiano reggiano. Infine quelli salutisti: ricotta e spinaci con burrata, crema di ceci con broccoli (!!!), carne di manzo. E sin qui siamo solo a una (nota) marca.
Cambiando etichetta abbiamo: pancetta e grana padano, patate e rosmarino, salsiccia e funghi, mortadella, ricotta e erbette, funghi e provolone (!), radicchio e speck, crudo e parmigiano, prosciutto crudo, carne, ricotta e spinaci, funghi porcini, brasato.
Altra etichetta: zucca e mandorle, verdure dell’orto, funghi e formaggio di montagna, brasato, gorgonzola e speck, carne, erbette.
Stante che la predetta lista, da considerarsi meramente esemplificativa e non esaustiva (non ho tempo per passare in rassegna il catalogo completo di tutte le aziende), si riferisce a prodotti normalmente disponibili nei banchi frigo dei più diffusi supermercati,

dica il candidato

come ritenga si debbano valutare le esternazioni dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, a parere del quale i tortellini ripieni di pollo ideati dal Vescovo di Bologna rappresenterebbero un tentativo di “cancellare la nostra storia e la nostra cultura”.

 

A Ventotene training camp per gli amministratori locali

Per la terza volta in pochi mesi vengo a Ventotene: e per la terza volta ci vengo a parlare di Europa.
Oggi sono intervenuto al Training Camp per gli enti locali organizzato dall’Anci: insieme a sindaci e consiglieri comunali di tutto il Lazio abbiamo discusso di programmazione europea, di politiche di coesione e di cooperazione allo sviluppo.
L’Europa è composta soprattutto dai suoi territori: e la sfida di creare un’Unione europea forte non può che passare per il coinvolgimento e il protagonismo dei piccoli centri, per la capacità dei loro amministratori di pensare in modo globale e di fare rete, per la collaborazione efficace e fattiva tra i diversi livelli istituzionali.
Nella Commissione affari europei del Consiglio regionale del Lazio, che ho l’onore di presiedere, stiamo cercando di lavorare proprio in questa direzione.
Vincere questa sfida sarà possibile solo se riusciremo a farlo tutti insieme.

Dopo la nostra visita al Cpr liberate 28 persone

Dopo la visita di Marta Bonafoni e mia al Cpr di Ponte Galeria, in cui abbiamo rilevato le criticità della struttura dovute all’incendio dei giorni scorsi, e a seguito dell’intervento del garante nazionale Palma presso la prefetta Pantalone, nella scorsa notte 28 persone sono state dimesse dal centro.
I settori più colpiti dall’incendio sono stati chiusi, e sono in corso le verifiche per accertare i danni subiti dall’impianto di areazione. Inoltre è stato finalmente sottoscritto il protocollo con la Asl, grazie al quale le problematiche sanitarie degli ospiti potranno essere gestite in modo regolare, superando l’emergenza che ha caratterizzato l’ultimo anno.
Sono risultati che salutiamo con sollievo, vista la situazione drammatica che ci si è presentata davanti agli occhi ieri: ma occorre continuare a vigilare sugli sviluppi della vicenda e sulle condizioni delle persone ancora presenti nel Cpr.
Resta il fatto, non ci stancheremo di ribadirlo, che strutture come queste sono di per sé lesive della dignità e della libertà delle persone.
Abolirle sarebbe l’unica scelta responsabile.

Dentro il Cpr di Ponte Galeria dopo l’incendio

Stamattina Marta Bonafoni e io siamo stati in visita ispettiva al Cpr di Ponte Galeria, per verificare le condizioni della struttura dopo gli incendi che hanno interessato il reparto maschile nei giorni scorsi.
A cinque giorni dai fatti abbiamo trovato una situazione ancora critica e non definita. Dei tanti reparti danneggiati dalle fiamme appiccate durante la protesta dei migranti solo uno è stato chiuso perché ritenuto inagibile: negli altri gli ospiti si trovano a convivere con un puzzo acre di fumo, potenzialmente tossico, che interessa sia le sale tv sia quelle in cui sono collocati i letti. Di conseguenza, decine di ospiti sono stati costretti a dormire nella parte esterna dei reparti, coi materassi a terra, nonostante la pioggia dei giorni scorsi.
Soltanto nel pomeriggio di oggi ci sarà un accesso congiunto di vigili del fuoco e ministero dell’Interno, per completare i rilievi necessari e stabilire quale parte della struttura possa essere considerata agibile.
Abbiamo ripetuto più di una volta che luoghi di detenzione e di concentrazione come i Cpr non possono che peggiorare le condizioni psicofisiche e calpestare la dignità di persone che si trovano già in una situazione di obiettiva fragilità: ma, al di là delle considerazioni generali, la situazione specifica di Ponte Galeria, dopo gli accadimenti dei giorni scorsi, deve essere affrontata e risolta con urgenza.
Per questo chiediamo un incontro alla prefetta Gerarda Pantalone, anche alla presenza del Garante regionale dei detenuti Stefàno Anastasia, per fare un punto sulla struttura e sulle condizioni di vita di chi è costretto dietro quelle inferriate anche per mesi.

Depositata la nostra proposta di legge per la partecipazione popolare

Nel giorno in cui il Consiglio regionale del Lazio si riunisce per discutere sulla “situazione politica”, grazie a un’incomprensibile richiesta della destra (che piuttosto farebbe meglio a fare i conti con le proprie divisioni), si continua a lavorare sulla condivisione di obiettivi e proposte per i cittadini, che della politica dovrebbero essere gli unici elementi importanti.
Stamattina ho depositato una proposta di legge per la revisione e il rilancio degli istituti di partecipazione popolare nel Lazio che reca, insieme alla mia prima firma, quella del collega del Movimento 5 Stelle Devid Porrello: una proposta che rende finalmente effettivi e praticabili gli strumenti attraverso i quali i cittadini potranno avanzare proposte di legge, convocare referendum abrogativi e propositivi e avere finalmente la possibilità di incidere in modo concreto nella vita politica della nostra regione. L’unica risposta credibile alle polemiche e alle dietrologie sui posizionamenti, rispetto alle quali i cittadini non possono che restare indifferenti, è la politica: quella che trova convergenze sugli obiettivi, che si fa carico di migliorare la vita delle persone e che si confronta sui temi, lasciando da parte i giudizi precostituiti che sarebbe meglio lasciare agli opinionisti.
Si tratta di un percorso di incontro sulle proposte che nel Lazio, in questa legislatura, ha portato risultati concreti, e che ha visto il Movimento 5 Stelle contribuire alla realizzazione di iniziative importanti come, ultima in ordine cronologico, la legge per il contrasto al caporalato.
Questa è la responsabilità che i cittadini ci hanno consegnato con le elezioni: e l’unico modo pragmatico e non ideologico per corrisponderle è incontrarci su obiettivi concreti. Il resto, come suol dirsi, è fuffa.

Un incontro per discutere di caporalato e della nostra legge regionale contro la schiavitù

Questo pomeriggio ho presentato la legge regionale per il contrasto al caporalato, a prima firma di Marta Bonafoni e mia, in un incontro alla cooperativa sociale “Agricoltura nuova” organizzato da Lucrezia Ricchiuti, a cui hanno partecipato anche Marco Omizzolo e Paolo Borrometi.
Nel Lazio, oggi, c’è la schiavitù. Alcune persone coraggiose l’hanno denunciata e la combattono, sul campo, tutti i giorni.
La nostra parte è offrire un supporto normativo a quel lavoro e gli strumenti migliori per sostenerlo.
Noi la giocheremo fino in fondo.

Il mio podcast sulla riforma del Regolamento di Dublino

Lo scorso fine settimana sono stato invitato a chiudere il Seminario di Ventotene con un intervento sul ruolo del Parlamento europeo.
Ho deciso di parlarne attraverso una questione che trovo emblematica: la riforma del Regolamento di Dublino.
Se avete dieci minuti liberi, ve la racconto in questo podcast.

Clicca qua per ascoltare il podcast

 

Sgombero di Primavalle: una surreale prova di forza

Non credo di aver mai visto dal vivo nulla di simile a quello a cui ho assistito per tutta la notte, fino a pochi minuti fa, durante lo sgombero di via Cardinal Capranica.
Uno spiegamento di forze ciclopico, con decine di blindati, elicotteri, idranti che hanno di fatto chiuso, circondandolo spanna a spanna, un intero quartiere. Tensione sia dentro l’immobile occupato, nel quale a quanto pare sono presenti 70/80 minori, sia fuori, con agenti in assetto antisommossa per fronteggiare i manifestanti, imbottigliati in una strada stretta e lunga come un imbuto e senza vie di fuga.
Una dimostrazione di forza muscolare surreale, spropositata, rivendicata ed esibita al massimo livello possibile: rispetto alla quale qualsiasi invito alla ragionevolezza e al dialogo rischia di apparire inutile.
Eppure a quell’invito, malgrado tutto, non si può e non si deve rinunciare. Ci sarebbe ancora tempo e modo di fermarsi, fare un passo indietro e affrontare la questione in modo diverso.
Ciascuno, a partire dal ministro Salvini, adoperi il massimo della responsabilità per fare in modo che ciò possa accadere.