AGGIORNAMENTO VACCINI

Segnatevi questi numeri: 4.068, 3.848, 3.743.Sono i tre picchi massimi dei ricoveri in terapia intensiva per Covid, toccati rispettivamente il 3 aprile 2020, il 25 novembre 2020 e il 6 aprile 2021.Questi numeri hanno rappresentato, tutte e tre le volte, l’orlo di un baratro, al di là del quale si intravedeva lo spettro della materiale impossibilità di prestare soccorso alle persone che da quel momento in poi, sia a causa del Covid sia per altre ragioni, si fossero trovate nella necessità di un ricovero ospedaliero: cioè, in estrema sintesi, il collasso definitivo del nostro sistema sanitario e di conseguenza il caos.Se quei numeri avessero continuato a raddoppiare in una settimana, come stava succedendo fino a pochi giorni prima delle restrizioni (nel 2020) e della combinazione tra restrizioni più miti e primi effetti della campagna vaccinale (nel 2021), il caos sarebbe sopraggiunto entro i successivi quindici giorni: giusto il tempo necessario a raggiungere il fabbisogno di quindicimila posti in rianimazione e di chissà quante decine di migliaia nei reparti, entrambi enormemente superiori a qualsiasi disponibilità, e quindi di trovarsi di fronte a migliaia di morti in casa e per la strada, all’assalto degli ospedali, a proteste, disordini, tafferugli, tumulti.Perché dico questo?Dico questo perché quello che oggi i vaccini ci consentono, vale a dire la possibilità di affrontare la pandemia senza intasare gli ospedali, è cosa molto, ma molto più importante della mortalità, di cui gli amici no-vax sbandierano l’esiguità per dimostrare che i vaccini non sono poi così necessari, visto che questa pandemia non ci sterminerà.In questo anno e mezzo, amici cari, non abbiamo rischiato l’estinzione (grazie tante per avercelo ricordato, perché da soli non ci saremmo arrivati), ma la guerra civile: ed è un rischio che oggi, grazie ai vaccini, possiamo considerare scongiurato.Vi è chiaro, oppure vogliamo continuare a giocare?

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