AGGIORNAMENTO COVID (E VACCINI) DEL 29 GENNAIO

La media mobile a 7 giorni dei nuovi casi (grafico numero 1), dopo una significativa fase di discesa, sembra attraversare un momento di stabilità intorno a quota 12.500 (che è poco più di un terzo rispetto al picco di metà novembre ma comunque non è poco). Il rapporto tra nuovi casi e tamponi (grafico numero 2) sembra seguire un andamento analogo: stabilità intorno al 9% (che è un po’ più della metà del picco di metà novembre ma comunque non è poco manco lui). Se consideriamo anche gli antigenici (cosa che genera un pezzetto micragnoso di curva verde perché abbiamo il dato solo da un paio di settimane), la media settimanale del rapporto si attesta da qualche giorno intorno al 5% (che effettivamente è un po’ meno del 9% ma non mi pare possa ancora essere il segnale di un sistema di tracciamento sulla via del recupero).Il saldo netto dei ricoveri ordinari (grafico numero 3) continua a scendere lentamente, avvicinandosi (in discesa) alla soglia dei 20mila, che grosso modo equivale ai livelli di inizio novembre (quando però il dato era in salita).Il saldo netto dei ricoveri in terapia intensiva (grafico numero 4) scende anche lui piano piano, attestandosi a sua volta sui livelli di inizio novembre (quando però il dato era in salita, come quello dei ricoveri ordinari).Il totale degli attuali positivi (grafico numero 5) continua a scendere pure lui (forse in modo un tantino meno timido degli altri), e anche lui si attesta sui livelli di inizio novembre (quando pero il dato ecc. ecc.). I decessi (grafico numero 6) sono sostanzialmente stazionari da un paio di settimane, cosa che non vorrei rischiasse di farci dimenticare che parliamo comunque di quasi 500 morti al giorno, che purtroppo non sono uno scherzo.Insomma, la sensazione generale è quella di un grande altopiano o plateau, come si usa dire di questi tempi, che non saprei dire se preluda a un nuovo aumento, a un nuovo calo o piuttosto a un’ulteriore fase di stabilità che tuttavia (ricordiamocelo) sarebbe una stabilità su livelli decisamente altini, e perciò piuttosto dispendiosi in termini di vite umane (perché alla fine della fiera di quello parliamo, di vite umane, e voi sarete d’accordo con me sul fatto che non per niente è un bel parlare).Sul fronte vaccini sono state consegnate in tutto 2.319.135 dosi (di cui 2.272.335 Pfizer e 46.800 Moderna), che abbiamo sin qui utilizzato più o meno al 74% per vaccinare definitivamente (cioè con prima dose e richiamo) 392.504 persone (cioè circa 6 italiani e mezzo su mille, o se preferite 65 su diecimila) e per somministrare la sola prima dose a 928.354 persone (cioè a circa un italiano e mezzo su cento, o se preferite a quindici italiani su mille).Mi pare inutile calcolare quanto ci metteremo a conseguire l’immunità di gregge con questo ritmo da lumache, perché purtroppo facciamo molto prima a dire mai: e siccome in questa fase il ritmo da lumache non dipende dalla nostra capacità di somministrazione, ma dalla scarsità dei rifornimenti che ci arrivano, direi che di questi rifornimenti sarebbe il caso di iniziare a occuparsi con una certa urgenza, e con ogni mezzo possibile.

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