AGGIORNAMENTO COVID DEL 6 NOVEMBRE

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La media settimanale del rapporto tra nuovi casi e soggetti testati nel paese arriva al 25,48% contro il 24,82% di ieri, con un valore secco giornaliero (record) del 28,09% (male) e una crescita che prosegue con un ritmo un tantino (ma sempre non abbastanza) ridotto rispetto a quello di qualche giorno fa (negli ultimi 7 giorni 22,15% – 22,79% – 23,19% – 23,85% – 24,36% – 24,82% – 25,48%).

Nel grafico che segue potete vedere il rapporto settimanale tra nuovi casi e soggetti testati nelle diverse regioni, in ordine decrescente di valore (cioè partendo da quelle con le situazioni più critiche e finendo con quelle che sono messe meno peggio).

I ricoverati in reparto ordinario sono 24.005, 749 più di ieri: siamo all’82,7% del picco massimo (29.010 il 4 aprile).

I ricoverati in terapia intensiva sono 2.515, 124 più di ieri: siamo al 61,8% del picco massimo (4.068 il 3 aprile). A occhio e croce il tempo di raddoppio dei ricoveri in terapia intensiva è intorno ai 12 giorni: cosa che, di questo passo, ci porterebbe ad avere 5.030 terapie intensive tra dodici giorni e 10.060 tra ventiquattro.

In tema di terapie intensive, ecco il grafico che rappresenta il numero di ricoverati in rianimazione ogni 100mila abitanti nelle diverse regioni del paese: più la regione è rossa, più l’impegno rispetto alla popolazione è consistente.

I decessi settimanali sono 2.317, 247 in più rispetto a ieri, e sono trainati verso l’alto dai 446 morti (parliamo di numeri che non si vedevano da aprile, per capirci). Siamo al 40,4% del picco massimo (5.727 decessi nella settimana 27 marzo – 5 aprile), e dalla pendenza della curva si percepisce una tendenza all’aumento sempre più preoccupante.

Per quanto riguarda il Lazio, la media settimanale del rapporto tra nuovi casi e soggetti testati sale a quota 11,50% contro l’11,28% di ieri, con un dato secco giornaliero del 12,66% che è tornato sui livelli di tre giorni fa dopo un paio di giorni di calo (male, ma la percentuale dei soggetti testati sui tamponi oggi è molto più bassa dei giorni precedenti, cosa che potrebbe far pensare a un disallineamento). I ricoveri ordinari sono 2.511, solo 3 più di ieri e ormai molto superiori al picco massimo di 1.468 il 28 aprile, mentre quelli in terapia intensiva sono 234, 12 più di ieri e superiori al picco massimo dell’11 aprile (203).

Guardando la media settimanale la sensazione è che nel Lazio la curva abbia ormai piegato in modo piuttosto deciso, e dunque che i segnali di frenata degli ultimi giorni tendano a consolidarsi: anche se il valore giornaliero di oggi (sospetti di disallineamenti a parte) ci fa temere nuovi rialzi nei prossimi giorni.


Poco da dire, a parte un tasso di crescita che in media settimanale sembra attestarsi su un livello leggermente (ma proprio leggermente) inferiore a quello di qualche giorno fa, peraltro con un valore giornaliero molto poco incoraggiante. Il dato più significativo, a questo punto, è quello dei decessi, e come vedete è un dato che sale a velocità molto sostenuta. Speriamo che le misure di un paio di settimane fa comincino a produrre qualche effetto: altrimenti non ci resterà che attendere il risultato di quelle che partono oggi. Per il quale manca un sacco di tempo, durante il quale ricoveri e morti continueranno a salire.

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