AGGIORNAMENTO COVID DEL 4 NOVEMBRE

A

La media settimanale del rapporto tra nuovi casi e soggetti testati nel paese arriva al 24,36% contro il 23,85% di ieri, con un valore secco giornaliero del 23,95% che è il più basso degli ultimi 6 giorni (bene) e una crescita che prosegue, ma pare rallentare di ritmo (negli ultimi 7 giorni 20,07% – 21,22% – 22,15% – 22,79% – 23,19% – 23,85% – 24,36%).

Insomma, i timidi segnali di una possibile stabilizzazione (anche se su valori altissimi) dei giorni scorsi sono ancora qua, anche se (come ieri) riguardano più alcune regioni che altre: aspettiamo i prossimi giorni per vedere se saranno confermati. Nel grafico che segue potete vedere il rapporto settimanale tra nuovi casi e soggetti testati nelle diverse regioni, in ordine decrescente di valore (cioè partendo da quelle con le situazioni più critiche e finendo con quelle che sono messe meno peggio).

I ricoverati in reparto ordinario sono 22.116, 1.002 più di ieri: siamo al 76,2% del picco massimo (29.010 il 4 aprile), e abbiamo superato il quintuplo dei ricoverati (4.316) il 9 marzo, giorno in cui fu annunciato il primo lockdown.

I ricoverati in terapia intensiva sono 2.292, 67 più di ieri: siamo al 56,3% del picco massimo (4.068 il 3 aprile), e abbiamo superato triplo dei ricoverati in terapia intensiva (733) del 9 marzo, giorno in cui fu annunciato il primo lockdown. A occhio e croce il tempo di raddoppio dei ricoveri in terapia intensiva è intorno agli 11 giorni: cosa che, di questo passo, ci porterebbe ad avere 4.600 terapie intensive tra undici giorni, 9.200 tra ventidue giorni e circa 18.000(oltre il quadruplo del picco massimo) entro un mese.

Il fatto che la curva delle terapie intensive “pieghi” verso il basso in questo modo non deve trarre in inganno: oggi due regioni, Campania e Calabria, hanno “corretto” il numero di ricoverati in terapia intensiva comunicati nei giorni scorsi, la prima dichiarando di averne erroneamente indicate 45 in più, la seconda parlando genericamente di una “modifica nella distribuzione dei casi ricoverati e terapie intensive” che l’ha portata dai 26 ricoverati in rianimazione di ieri agli 11 di oggi. Si tratta, dunque, di un decremento nella crescita solo apparente, così come è solo apparente, almeno in parte, l’aumento dei giorni di raddoppio da 10 a 11.

In tema di terapie intensive, ecco il grafico che rappresenta il numero di ricoverati in rianimazione ogni 100mila abitanti nelle diverse regioni del paese: più la regione è rossa, più l’impegno rispetto alla popolazione è consistente.

I decessi settimanali sono 1.859, 147 in più rispetto a ieri, e superano il quadruplo dei decessi settimanali (411) del 9 marzo, giorno in cui fu annunciato il primo lockdown. Oggi il livello dei decessi è sullo stesso ordine di grandezza di ieri (352 contro 353, praticamente lo stesso numero), e conferma un salto di qualità che purtroppo ci aspettavamo, perché è la conseguenza dell’accelerazione dei contagi di due/tre settimane fa.

Come vedete, questa curva non flette verso il basso, neanche un po’: se la diminuzione nel ritmo di crescita dei contagi fosse confermata, inizierà a piegarsi come minimo tra una ventina di giorni. E’ l’effetto ritardo che tanti, troppi, si sono ostinati a ignorare per un sacco di tempo.

Per quanto riguarda il Lazio, la media settimanale del rapporto tra nuovi casi e soggetti testati sale a quota 11,14% contro l’11,02% di ieri, con un dato secco giornaliero del 10,72% che è il più basso degli ultimi 5 giorni (bene). I ricoveri ordinari sono 2.317, 125 più di ieri e ormai molto superiori al picco massimo di 1.468 il 28 aprile, mentre quelli in terapia intensiva sono 217, 20 in più di ieri, e oggi superano il picco massimo dell’11 aprile (203).

Nel caso del Lazio i segnali di frenata che abbiamo intravisto ieri e l’altroieri sembrano consolidarsi (cosa che inizia a essere piuttosto evidente anche guardando la curva): senza illuderci troppo, stiamo a vedere cosa succederà nei prossimi giorni con un pizzico di fiducia in più.

Arriviamo, infine, al grafico che rappresenta in modo sintetico la situazione delle singole regioni. Sull’asse delle ascisse troviamo la percentuale di occupazione delle terapie intensive (rapportando i dati di oggi ai posti attivi e attivabili aggiornati dal Sole 24 Ore) e sull’asse delle ordinate la media settimanale del rapporto tra nuovi positivi e soggetti testati. A partire dalla posizione della media nazionale il grafico si può dividere in 4 quadranti, in base ai quali si può valutare la situazione delle singole regioni: quelle che si trovano in basso a sinistra sono le “migliori”, perché hanno entrambi i parametri sotto la media nazionale, mentre quelle che si trovano i alto a destra sono le “peggiori”, perché li hanno entrambi sopra la media nazionale. In generale, più una regione si trova in basso e a sinistra, migliore (relativamente alle altre) è la sua situazione: più si trova in alto e a destra, peggiore (relativamente alle altre) è la sua situazione.


I piccoli segnali di frenata della curva che avevamo intravisto nei giorni scorsi non sono ancora svaniti. Del resto, come ormai ripetiamo da qualche giorno, anche se fossimo davvero di fronte a una riduzione della velocità di crescita resterebbe il fatto che i valori sono davvero molto alti, e che si tratterebbe di invertirli, non soltanto di stabilizzarli su questo livello. Stiamo a vedere cosa succede con interesse, anche perché i risultati delle misure adottate qualche giorno fa dovrebbero iniziare ad arrivare tra poco.

Un’ultima considerazione: le “correzioni” verso il basso dei ricoveri in terapia intensiva che Campania e Calabria hanno comunicato oggi sono piuttosto consistenti, e cambiano in modo significativo i nostri parametri di valutazione, anche a livello nazionale. Meraviglia (e dispiace) un po’ che su un numero così importante si possano verificare, dopo mesi di epidemia, scostamenti di questo genere. In situazioni difficili come quella che stiamo vivendo i dati (i dati corretti, aggiornati e “puliti”) sono la cosa più preziosa che abbiamo. Sarebbe il caso di trattarli come meritano.

PER RICEVERE AGGIORNAMENTI RESTA IN CONTATTO

    Aggiungi un commento

    Seguimi

    Resta in contatto