AGGIORNAMENTO COVID DEL 31 OTTOBRE

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La media settimanale del rapporto tra nuovi casi e soggetti testati nel paese arriva al 22,15% contro il 21,22% di ieri, con un valore secco giornaliero (record, ma superiore di pochissimo rispetto a quello di ieri) del 24,01% (ergo: anche oggi, nel paese, quasi un testato su quattro è positivo) e una crescita che non accenna a rallentare (negli ultimi 7 giorni 16,14% – 16,94% – 18,04% – 18,99% – 20,07% – 21,22% – 22,15%).

L’unica nota (si fa per dire) positiva è che il valore secco di oggi, pur determinando un aumento della media settimanale, è praticamente identico a quello di ieri (lo si vede bene nella curva rossa tratteggiata): staremo a vedere se la cosa si ripeterà anche domani (sarebbe meglio di niente) o se ci sarà un altro salto verso l’alto. A parte questa spigolatura, è evidente che viaggiamo su valori sempre più alti, che corrispondono al crollo dei sistemi di tracciamento in moltissime regioni del paese (come sappiamo per avere un test and tracing efficace ci si dovrebbe attestare intorno al 3%). Nel grafico che segue potete vedere il rapporto settimanale tra nuovi casi e soggetti testati nelle diverse regioni, in ordine decrescente di valore (cioè partendo da quelle che sono messe peggio e finendo con quelle che sono messe meglio, o (per dirla in modo più appropriato) meno peggio.

Anche oggi i valori del rapporto tra nuovi casi e soggetti testati sono in crescita quasi in tutte le regioni: sotto alla soglia del 10% sono rimaste soltanto la Basilicata e la Calabria, mentre la Sardegna e il Lazio la superano di poco. Tra le regioni più grandi continuano a preoccupare in modo particolare il Veneto (che ha superato il 37%), la Lombardia (ormai vicinissima al 30%) e la Campania (che supera il 27%).

I ricoverati in reparto ordinario sono 17.966, 972 più di ieri: siamo al 61,9%, cioè quasi a due terzi, del picco massimo (29.010 il 4 aprile), e abbiamo superato quadruplo dei ricoverati (4.316) il 9 marzo, giorno in cui fu annunciato il primo lockdown.

I ricoverati in terapia intensiva sono 1.843, 97 più di ieri: siamo al 45,3%, cioè quasi alla metà, del picco massimo (4.068 il 3 aprile), e ci avviciniamo al triplo dei ricoverati in terapia intensiva (733) del 9 marzo, giorno in cui fu annunciato il primo lockdown. A occhio e croce il tempo di raddoppio dei ricoveri in terapia intensiva è intorno ai 9 giorni: cosa che, di questo passo, ci porterebbe ad avere 3.680 terapie intensive tra nove giorni, 7.360 tra diciotto giorni e circa 15.000 (cioè quasi il quadruplo del picco massimo, e temo ben oltre i posti disponibili) entro un mese.

A proposito dei ricoveri, ho la sensazione (dai grafici si nota poco, ma dai numeri si coglie un tantino meglio) che le curve stiano iniziando a “piegare” leggermente verso il basso: visti gli altri numeri, e in particolare il tasso di crescita dei positivi, non credo si tratti di un segnale particolarmente positivo, perché potrebbe indicare l’inizio di una saturazione dei posti disponibili in diverse regioni. Staremo a vedere.

Quanto alle terapie intensive, oggi introduciamo un nuovo grafico, che rappresenta il numero di ricoverati in rianimazione ogni 100mila abitanti nelle diverse regioni del paese: più la regione è rossa, più l’impegno rispetto alla popolazione è consistente.

I decessi settimanali sono 1.408, 146 in più rispetto a ieri, e si avviano a raggiungere il quadruplo dei decessi settimanali (411) del 9 marzo, giorno in cui fu annunciato il primo lockdown.

Il fatto che la curva dei decessi non tenda a diventare meno “ripida”, ma anzi aumenti di giorno in giorno la sua pendenza, potrebbe essere una conferma di quanto dicevamo prima sui ricoveri: semplicemente, i reparti ospedalieri si saturano. I morti, purtroppo, no.

Arriviamo al consueto zoom sul Lazio, in cui la media settimanale del rapporto tra nuovi casi e soggetti testati sale a quota 10,31% rispetto al 10,03% di ieri, con un dato secco giornaliero del 10,38%, significativamente inferiore rispetto a quello di ieri. I ricoveri ordinari sono 1.944, 71 più di ieri e ormai decisamente superiori al picco massimo di 1.468 il 28 aprile), e quelli in terapia intensiva sono 182, 7 in più di ieri e pari all’89,7% rispetto al picco massimo di 203 l’11 aprile).


Nulla di nuovo rispetto a ieri, purtroppo: l’epidemia continua a crescere più o meno dappertutto, sia pure a ritmi diversi e soprattutto su livelli diversi. Alcune zone del paese si trovano obiettivamente in una situazione drammatica, i cui effetti più nefasti si manifesteranno tra qualche giorno, ma sono già scritti nei numeri.

Si parla di un nuovo Dpcm lunedì. Vista l’aria, non mi meraviglierei se arrivasse prima.

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